LA MULTICANALITA’ _ Intervista per ADV Strategie di comunicazione,

La multicanalità è un’opportunità in più, per il conseguimento di una comunicazione più efficace, o piuttosto è, in maniera più strutturata, la nuova prospettiva in cui si inserisce ogni strategia di comunicazione?

Chiunque abbia il compito di sviluppare un strategia di comunicazione dovrebbe partire da questo assunto: la multicanalità è un dovere.

Fa sorridere che nel 2011 si parli di multicanalità come “nuova prospettiva”. E’ come se qualcuno si fosse accorto solo ora che esistono, anche all’interno di un target specifico, differenti modalità di comunicazione.

Quello che manca non sono gli strumenti per comunicare ma la capacità di costruire una relazione stabile con il proprio target attraverso un sapiente utilizzo dei media a disposizione.

 

In che modo evolve, in un’ottica di multicanalità, l’attività di una agenzia di comunicazione?

La nostra agenzia, non evolve ma “nasce” multicanale: negli atteggiamenti, nella cultura organizzativa e nella capacità di dar vita ad idee che aderiscono con efficacia ai diversi media.

 

Avvalersi della multicanalità equivale a porre in sinergia più mezzi o ha un significato più ampio ed articolato?

Comunicare multicanale deve essere considerata come una forma di attenzione nei confronti di un target sempre più evoluto. Come ci insegna la PNL (programmazione neuro linguistica) esistono differenti modalità di comunicazione ma, per instaurare una relazione forte con un soggetto, è necessario adottare la giusta modalità.

Multicanalità quindi non solo come sinergia di strumenti per arrivare al target da più fronti, ma come strategia di individuazione del medium idoneo per creare una connessione prificua tra azienda e consumatore.

 

Si può dire che l’approccio multicanale, prima ancora che dalle aziende, sia percorso dai consumatori nella loro fruizione dei mezzi?

Oltre 20 milioni di consumatori italiani si avvalgono oggi di un approccio multicanale per la ricerca di informazioni su cui basare le proprie decisioni d’acquisto. Questo rappresenta un dato di fatto di cui le aziende non possono non tener conto per la formazione delle loro strategie di comunicazione.

 

In che misura oggi multicanalità è sinonimo di multimedialità?

Web, mobile e nuovi media sono senza dubbio un territorio privilegiato dal consumatore multicanale: un individuo evoluto e sempre alla ricerca di modalità multimediali di interazione.

Un nuovo esempio di questa “multimedialità attrattiva” con grande capacità di attrazione è rappresentato dell’uso dell’interattività nelle vetrine del punto vendita: gestural interaction, touch interaction, face grabbing. Tecnologie emotivo-innovative che completano in maniera ideale un’efficace strategia multicanale, creando ed amplificando la connesione tra i media.

 

Da un lato il web e dall’altro il contatto diretto sul territorio: sono questi i canali di comunicazione che presentano maggiori potenzialità?

Le potenzialità del web non le scopriamo certo oggi, come pure l’importanza del contatto diretto sul territorio. Il successo della multicanalità però, lo ribadisco, non sta esclusivamente nello scoprire nuovi media, quanto nel metterli in relazione all’interno di un’attenta strategia di comunicazione. Questo è il nostro impegno.

 

E tutto quello che sta in mezzo (quindi i media tradizionali) assumeranno un ruolo diverso?

Indubbiamente. La generale riduzione degli investimenti in comunicazione da parte delle aziende, ma anche le nuove abitudini dei consumatori, hanno già, di fatto, messo in secondo piano i media tradizionali. Questo però non significa necessariamente un abbandono incondizionato delle vecchie piattaforme ma semmai un loro utilizzo mirato e non “scontato” all’interno dei mix comunicativo.

GITOMER E LE 10,5 REGOLE DEL BUON VENDITORE

Gitomer  durante il seminario e nel suo libro propone spesso numerose regole. Ho riassunto in questo elenco alcune delle più significative.

1. Sviluppa attitudine al pensiero positivo e quadruplica l’autostima.

2. Si sempre molto preparato prima di un incontro.

3. Cura il tuo look.

4. Non limitarti a vendere ma aiuta il cliente a sviluppare valore.

5. Diventa amico e non solo consulente dei tuoi clienti.

6. Crea e espandi il tuo network.

7. Crea clienti fedeli e non solo soddisfatti.

8. Costruisciti una reputazione. Quanto si parla di te su google?

9. Studia e impara qualcosa di nuovo ogni giorno e leggi almeno un libro al mese

10. Si perseverante e creativo.

10,5. Non mangiare mai da soli.

JEFFREY GITOMER, IL GURU E LE REGOLE DEL BUON VENDITORE

Venerdì 26 marzo a Vicenza, incontro il guru mondiale della vendita: Jeffrey Gitomer. Venditore, scrittore di successo, coach, trainer internazionale e consulente delle più grandi aziende americane tra cui Apple, Microsoft, Coca Cola. Uno strano personaggio. La  sua divisa d’ordinanza, una camicia rossa con il suo marchio. 70 anni, tre mogli, quattro figli, l’ultimo di un anno, un numero indefinito di nipoti. Jeffrey racconta le sua vita di successo ricca di insuccessi che gli hanno insegnato a vivere e a vendere. Soprattutto a vendere.

Un guru che invita a pensare positivo con la sua filosofia “Yes Attitude”, a prendere “pause mentali” durante la giornata per riflettere, a scrivere sempre i propri pensieri. Sciorina una dopo l’altra le sue liste di regole del buon venditore che finiscono sempre con un decimale, 7,5 – 12,5 – 10,5. Un uomo di 70 anni che usa i social media per fare network e vendere. 9.276 fan su facebook, oltre 500 contatti su linkedin. Gitomer catechizza e vende. Vende i suoi libri, i suoi workshop, se stesso, gli i-phone dell’amico/cliente Steve Jobs. Nella sua filosofia, il cliente è al centro di tutto, non vuole solo soddisfarlo ma renderlo fedele a vita, stupirlo, sorprenderlo ed aiutarlo a creare valore. Ma ecco la lezione più potente, il potere della fiducia: “la fiducia in se stessi è la lezione comportamentale più efficace e potente che io posso offrirti”.

INTERVISTA MEDIASTAR – INFORMAZIONE, INTRATTENIMENTO E CREATIVITA’.

In occasione dei nuovi premi vinti dalla nostra agenzia vanGoGh al concorso Mediastar, pubblico l’intervista che ho rilasciato agli organizzatori. Tema dell’intervista la relazione tra informazione, intrattenimento e creatività.

Informazione, intrattenimento e creatività continuano a essere le parole chiave della comunicazione. Quale di questi elementi prevarrà nella formula che ci porterà verso una nuova forma di comunicare?

In questi ultimi anni, intrattenere sembra essere fondamentale. Ma informazione, intrattenimento e creatività sono tre concetti inscindibili. La creatività è efficace quando è al servizio dell’informazione facendo intrattenimento intelligente. Non si vende un prodotto senza stimolare le giuste emozioni attraverso un sapiente mix di creatività, informazione engagment.

Pensa che oggi il target sia più consapevole di quello che desidera e di quello che si può aspettare dai brand?

Si, posso affermare che il target sia più consapevolmente, ha nuove esigenze e grandi aspettative. Ciò nonostante prima di fare una scelta vuole capire, conoscere, informarsi, confrontarsi, La nostra agenzia, attraverso diversi progetti comunicativi, accompagna l’utente in questi percorsi usando la giusta ironia, portandolo “alla conoscenza” col sorriso. Tra i vari target, con cui ci confrontiamo spesso quello femminile è particolarmente interessante; è quello con maggior potere decisionale nelle spese d’acquisto, ha grandi aspettative ed esigenze specifiche. Il nostro approccio anche in questa caso è suscitare emozioni attraverso interazioni che permettano di capire e conoscere un prodotto o un servizio.

Quanto è importante l’informazione del prodotto che acquistiamo? Il concetto di sostenibilità ambientale o sociale può essere d’aiuto alle aziende?

Il concetto di sostenibilità ambientale/sociale è sicuramente di aiuto alle aziende che devono avere il coraggio e la coerenza di coniugare innovazione ed idee creative con un messaggio di sensibilizzazione dei consumatori verso le tematiche della sostenibilità.

Siamo nell’epoca della green economy, le aziende dovrebbero utilizzare la pubblicità non solo come veicolo esclusivo di prodotti ma anche di messaggi di sostenibilità che siano da stimolo per il cambiamento.

Ma attenzione che non sia solo una scelta “di campo”. La coerenza tra messaggio e comportamento sostenibile deve essere chiara e percepibile. L’attenzione finale deve essere sempre rivolta al consumatore che resta protagonista. Un consumatore attento ed evoluto che, come dimostrano alcune ricerche di settore, a livello globale preferisce acquistare prodotti di aziende con una forte reputazione verde.

Stiamo cercando di evadere dalle nostre abitudini, abbiamo sempre più desiderio di intrattenerci con devices tecnologici portatili. Sarà questa la nuova frontiera della comunicazione?

Libero arbitrio. Rispondo con questa asserzione filosofica. Certo la nuova frontiera della comunicazione sarà questa, device mobili per permetterci di raggiungere ed essere raggiungibili ovunque. Se da un lato è interessante poter fruire di servizi di comunicazione in mobilità, dall’altro mi spaventa un po’ essere sempre e comunque raggiungibile. Devo poter scegliere quando voglio essere visibile al mondo e quando no. Vorrei evitare che la qualità del mio tempo libero possa essere inficiata da infiltrazioni continue di informazioni non richieste.

Servono comunicazioni sensibili, servono tecnologie intelligenti. Le nostre quotidiane sperimentazioni tecnologiche ci spingono verso la ricerca di nuove forme di comunicazione intelligente.

Crede che le aziende siano portate a fare una scelta fra le diverse strategie di comunicazione oggi disponibili? Quanto conta il grado di integrazione dei media?

Un progetto può definirsi completo ed integrato quando utilizza tutti i media a disposizione. Da noi in vanGoGh nasce prima l’idea creativa che ha nel suo DNA questa capacità di plasmarsi in funzione dei media che riteniamo essere necessari per una strategia di comunicazione. Ha questo valore intrinseco poiché nasce di concerto da creativi che fanno parte sia del mondo online che dell’offline. Sempre più spesso i nostri progetti creativi ed interattivi sono accompagnati da attività di seeding, in questa logica di intergazione.

Le qualità dell’agenzia si manifestano anche nella capacità di saper proporre progetti innovativi ad ampia visione comunicativa e ciò presuppone pensare in maniera strategica e integrata.

L’attuale fase di transizione può ampliare la competitività fra i diversi stili creativi?

Per rispondere a questa domanda spiego alcune delle nostre logiche di processo.  Per strutture creative come la nostra la circolazione di idee è fondamentale, in quest’ottica si spiega il ruolo e l’importanza dell’open space, concettuale e fisico. Non dividere al nostro interno i reparti off line e on line, nemmeno fisicamente, porta a una condivisione di esperienze, di stili, di approcci e competenze determinanti per approdare a progetti di qualità indipendentemente che si stia sviluppando un lavoro di comunicazione tradizionale o internet.  Nella convinzione che la contaminazione generi idee eccellenti, è importante che nell’agenzia convivano più stili creativi. Stili naturalmente in competizione, ma con la prospettiva dell’intergazione. Più stili creativi generano ricchezza e impossibilità di omologazione.

Ci definiamo uno spazio creativo, al di sopra, quindi, di definizioni tradizionali e classiche, in grado di interpretare al meglio le esigenze del cliente, grazie a formazioni, stili creativi, culture ed estrazioni diverse, che sono sempre garanzia di accrescimento culturale e comunicativo.

E’ NELLA CRISI CHE SORGE L’INVENTIVA.

“Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progresso.

Albert Einstain (Ulma, 14 marzo 1879 -Princeton, 18 aprile 1955)

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. La convenienza delle persone e delle nazioni è di trovare soluzioni e vie d’uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E’ nella crisi che emerge il meglio di ciascuno, perchè senza crisi ogni vento è una carezza. Parlare della crisi significa incrementarla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla.

NON MI FERMATE. L’AMORE NON SI FERMA MAI!

Dicembre 2009. Sono a Lugano, incontro un uomo definito dalla scienza “impossibile”, Max Calderan l’esploratore desertico estremo. Mi aspetto elucubrazioni su preparazione fisica e maratona. Aspettative disattese. Meglio così. Max racconta la sua filosofia, le sue imprese. Parole semplici, profonde, trasparenti e tranquille come il suo animo mi affascinano e mi trascinano nel suo viaggio. Max ha lasciato la vita “comune” per rincorrere il suo sogno e la sua missione: attraversare i luoghi più ostili della terra, i deserti, per arrivare al limite estremo. I suoi aneddoti, colmi di saggezza, manifestano l’interiorità e la profondità raggiunta grazie alle continue introversioni con la sua anima. Corre in territori inospitali con il rischio di perdersi. Sa che è l’unico modo per creare nuove strade. Non segue tracce predefinite, dorme micro cicli di sonno, non ha assistenza medica e “viaggia” in regime di autosufficienza alimentare. Gennaio 2010. Max insegue il suo ultimo obiettivo, attraversare, solo, i 1.400 Km. del luogo inesplorato più inospitale della terra: il deserto del Rub Al Khaly in Arabia Saudita. Una sfida estrema, oltre il limite. Un incontro con l’ignoto assoluto per trovare tutte le risposte. Forza Max non temere nessuno ti fermerà, “L’amore non si ferma mai”.

Max come vedi il deserto? All’inizio sono un ospite. Poi divento sabbia, pietra, vento. È l’unico modo per sopravvivere. Se percepisci che la morte è imminente cosa farai? Mi spoglierò completamente nudo e le andrò incontro abbracciandola così come viene. Temi la morte? Nelle mie imprese voglio morire prima di morire. Se la comandi invece di subirla, la morte ti conduce alla vita. Come affronti le difficoltà? La PAZIENZA è la cosa più importante. Qualunque cosa succeda è giusto che accada. Abbi pazienza, pace e costanza che tutto sarà positivo e le opportunità si sveleranno. L’universo ti ascolta e ti da’ quello che chiedi.

www.maxcalderan.com

L’ORACOLO

Questa la seconda istallazione fatta in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della mia agenzia.
L’opera si Chiama “ORACOLO”.
Il suo concept si basa sull’assunto che i pensatori illuminati sanno che sono i loro pensieri a formare il mondo, e che la qualità della vita di ogni individuo corrisponde di fatto alla ricchezza dei suoi pensieri. Se vuoi vivere una vita più serena devi concepire pensieri più sereni e ricchi di significato.
Da questa riflessione, prende forma e vita l’ORACOLO, una divinità capace di metterti in contatto con il tuo vero io, invitandoti ad un’interrogazione intellettiva sulla complessità della vita e sul pensiero positivo, attraverso uno sguardo diverso sul mondo, il tuo vero sguardo.

Indossando le cuffie si potevano ascoltare queste parole:

Lo so che non esistono formule magiche
per realizzare quello che voglio.
Esiste però gente che sogna.
Tutto quello che posso fare
o sognare di poter fare, devo iniziarlo.

Per il solo fatto di concepire
un sogno o un desiderio
significa che dentro di me
ho la capacità di realizzarlo.

Non mi devo arrendere
al primo ostacolo.
Quando un muro si presenta
sul mio cammino non è li
per impedirmi di fare qualcosa
ma per mostrarmi
quanto voglio quella cosa.

Non devo passare
troppo tempo a ricercare
i motivi per cui le cose
non sono come voglio.
Non devo ricercare il perchè,
ma concentrami sul come.
Il come rappresenta
la porta d’ingresso al miglioramento.

Qualunque cosa mi capiti nella vita,
io solo ho la facoltà
di decidere come reagire.
Posso fare di un cielo un inferno
e di un inferno un cielo.
Se mi abituo a cercare
in ogni situazione
il lato positivo,
la qualità della mia vita
sarà più elevata e ricca.

Io sono positivo.
Molti mi guardano con diffidenza,
con sospetto e non cambiano idea.
Mi tirano le pietre
e spesso nascondono la mano,
perchè per chi non ha il senso,
l’amore e il coraggio
per affrontare il futuro con speranza,
nascondere la mano
è l’unica strategia
per non sentirsi morto,
come in effetti è.

Faccio ciò che posso
per essere ciò che di meglio ho dentro.
Se sono nato tondo
non morirò quadrato,
ma potrò essere
il più bel tondo possibile.

La crisi, il 2012,
e il pessimismo imperante,
rendono il mondo più buio.
Più oscurità c’è,
più la mia luce sarà visibile.

Non devo avere paura,
ci stiamo tutti ritrovando.
Agisco con il cuore,
perchè è la via migliore
per aiutare me stesso e gli altri.
Agisco con il cuore,
perchè è la via migliore
per succhiare il midollo della vita
e non scoprire in punto di morte
che non ho mai vissuto.
Agisco con il cuore,
perchè in un mondo che non ha sonno,
è la via migliore
per realizzare i miei sogni .

“SCORCIATOIA”

Abbiamo inaugurato la nuova sede della mia agenzia vanGoGh. C’erano molte istallazioni “artistiche” vi presento alcune mie opere.

Il titolo di quest’opera è “SCORCIATOIA” : In un mare di citazioni, di verità scritte in poche parole, scegliere, modificare, interpretare, il pensiero altrui per farlo nostro è una scorciatoia. Per la mente. Per l’anima. Per il cuore.

La mia istallazione è portatrice di un messaggio positivo, ispirato dall’incontro con Max Calderan: “Non temere. Ci stiamo tutti ritrovando”.

Scorciatoia 2

UN CROP CIRCLE NEL MIO GIARDINO

Brugherio_Areal_1

Mi sento un po’ come Mel Gibson in “Sign’s”. Sono venuti a farmi visita gli alieni e hanno fatto un bel disegnetto nel campo di grano alle spalle di casa mia. Nessuna entità però ha bussato alla mia porta o ha ammazzato il mio cane che non ho. I “miei” extraterrestri, in una calda notte di luglio, hanno lasciato un segno del loro passaggio, senza nemmeno svegliarmi. Un susseguirsi di cerchi dal diametro differente: si passa dai due metri fino ai 16 metri dei cerchi maggiori. Gli esperti, presentatisi in massa, dicono che il disegno ricorda i vertici del sigillo di Salomone. Ma accidenti: cari ET, perché non mi avete citofonato? Io sono pronto, ci credo. Mi sarei accontentato di qualche scatto, di ritrarre qualche strano fenomeno nel cielo. Invece nulla. Il fortunato è stato tale Christian di 35 anni che è riuscito ad immortalare l’arcano fenomeno luminoso nel cielo.

L’evento ha riscosso grande interesse mediatico, le numerose community online prima, il signor Enrico Ruggeri poi, con la troupe di “Mistero” trasmissione in onda su italia1, hanno calpestato ripetutamente il grano dell’ignaro contadino che giorni dopo ha mietuto ogni traccia. In conclusione, che ci crediate o no, “WE ARE NOT ALONE”.

DESIGN CHAPEL – 2 by ROBERT LINDSTROM

Voglio segnalarvi un grande designer, lo svedese Robert Lindström fondatore e Creative Director di North Kingdom, una delle migliori agenzie web internazionali. Lindström ha riprogettato la nuova release di Design Chapel 2 il suo sito personale collegato anche ad un blog seguitissimo in tutto il mondo. Un vero e proprio punto di riferimento nel web mondiale.

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